Il nuovo potere dei consumatori
La mente fervida e fieramente anticomunista di Giovannino Guareschi aveva partorito durante le elezioni del 1948 il famoso slogan “Nella cabina Dio ti vede, Stalin no”. Parafrasando potremmo dire che in internet la mamma non ti vede, ma le aziende sì (anche quelle italiane), specie se sei un opinion leader, e sei attivo in comunità e network sociali.
E’ quanto è emerso dall’evento Il nuovo potere dei consumatori sul web, organizzato da Digital PR, al quale ho partecipato due giorni fa.
E’ stato interessante dare una cornice più razionale a quella che è una consapevolezza ormai diffusa: le aziende, soprattutto quelle grandi, iniziano a tenere in gran conto le opinioni e le discussioni generate in rete, per prevedere tendenze di consumo, intercettare i cosiddetti “segnali deboli”, capire umori o molto più prosaicamente prevenire contraccolpi di immagine.
Tanti i relatori e gli spunti interessanti, in attesa di avere on line tutti i materiali visti ieri queste sono le riflessioni che porto a casa:
E’ suonata la sveglia:
Le aziende iniziano ad avere la consapevolezza sempre più marcata di quanto un numero relativamente esiguo (ma attento e consapevole, come quello che spesso frequenta i luoghi di internet) di consumatori, possa essere determinante per il successo o l’insuccesso dei propri affari.
Questo accade non solo per le aziende che hanno a che vedere con Internet, direttamente o indirettamente (come Microsoft e Telecom Italia ad esempio) ma anche con aziende come L’Oreal, che dopo un periodo di studio di luoghi e persone lungo un anno hanno deciso di intraprendere iniziative di coinvolgimento proattivo delle opinion leader del forum di alfemminile.com (uno dei più frequentati in Italia).
Il forum fa tanto 1.0, ma anche no:
Come descrive bene Dario Salvelli mostrando alcuni dati presentati durante l’evento, la percentuale di partecipazione attiva nei forum (leggi: gente che scrive vs. lurker) è nettamente superiore a quella dei blog e dei social network, e i consumatori tengono in gran considerazione le opinioni espresse al loro interno.
In quanto comunità di interessi insomma, i forum spesso sono molto più indicativi di tendenze d’opinione, e quindi molto utili per l’analisi di marketing.
Bisogna saper ascoltare, bisogna esserci:
Finalmente anche qui in Italia inizia a farsi largo l’idea che Internet richieda strategie e atteggiamenti completamente nuovi di approccio ai propri utenti/clienti. Non ci si può più permettere di far finta di nulla, non si può banalmente ribaltare la propria comunicazione off-line nel mondo on-line. Ascoltare quello che accade è fondamentale. In tutte le relazioni la parola “ascolto” è stata ripetuta molte volte, ogni esperienza illustrata partiva da una fase di analisi e di ascolto a volte anche molto lunga.
Ovviamente non basta, oltre ad ascoltare bisogna esserci, cioé rendersi attenti e presenti, creare conivolgimento, non deludere. Le esperienze di Pirelli, L’Oreal, Microsoft, che a vario livello hanno organizzato eventi di conivolgimento di opinion leader, dimostrano che questa strategia, seppur rischiosa, paga, sicuramente molto di più dell’indifferenza e dello snobismo.
Saper usare Internet conviene:
Chiudo con una dato che ritengo significativo. Illustrando i dati della propria campagna on line, Pirelli ha fornito delle cifre a mio modo di vedere impressionanti: il lancio “fisico” del corto Pirelli del 2006, avvenuto in Italia è costato 700.000 euro. Il lancio del corto 2007, che è stato virtuale e mondiale, è costato ventitré volte di meno, circa 30.000 euro, con una percentuale di penetrazione infinitamente più alta. Sarà forse anche per questo che aziende come Pirelli hanno nel tempo completamente ribaltato le percentuali di investimenti in marketing e pubblicità a favore di Internet, abbandonando progressivamente mezzi di comunicazione come la tv.
Tags: digital pr
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