Marcellino pane e vino
E’ un Marcello Dell’Utri in splendida forma quello che interviene a tutto campo nell’ultima intervista di Klaus Davi per KlausCondicio, che vi consiglio di guardare.
Cogliendo la palla al balzo il buon Klaus non si lascia sfuggire l’occasione di pubblicizzare un po’ di cultura, e invita tutti a visitare la biblioteca del senatore. Nella biblioteca sono infatti custoditi documenti storici unici, come il testo originale dell’intervento che Mussolini fece in occasione degli esercizi spirituali impartiti a Pio XII, oppure i fascicoli recentemente desecretati dagli archivi del KGB che testimoniano la provenienza sovietica delle scorie che appestano da anni la Campania.
La prima parte dell’intervista è un tuffo nel passato, un ripercorrere la gioiosa storia recente del Paese: dalle grandi opere realizzate da Mussolini, all’apertura verso i gay e gli ebrei di cui si giovò il Paese nel ventennio, passando per l’ammirazione non ricambiata che Hitler aveva di Mussolini. Niente di più di quanto già si sapesse.
E’ sull’attualità invece che l’intervista si fa più interessante.
Il cruccio più grande per il senatore Dell’Utri sembra essere quello per la televisione pubblica: “[...] penso che qualcosa per forza dovrà cambiare, non so cosa, con la nuova Rai, ma comunque qualcosa cambierà.”
“Nell’attesa abbiamo inviato un’allegra avanguardia di giovani rampanti a Via Teulada a sondare il terreno.”
Ma non è solo la televisione a preoccupare il senatore, da buon siciliano sono anche i temi della Mafia, della politica e dell’antimafia a stimolare riflessioni tutto sommato condivisibili:
“Il rapporto tra costi e benefici (della gestione dell’Antimafia, ndr) è assolutamente sproporzionato“. “Non capisco il bisogno di spendere tanti soldi in intercettazioni ambientali quando potrei fargli un colpo di telefono io“.
La gestione economica quindi andrebbe rivista, ma anche il modus operandi: “Antimafia sì, insomma, ma evitando di fare politica. Questo per me è un must“.
Più cauto invece sulla necessità che la politica eviti di fare mafia: “Quello della separazione delle carriere è un dibattito ancora in corso“.
Pragmatismo e visione, ma senza dimenticare gli ideali e soprattutto gli eroi: “Mangano per me è un’eroe, a modo suo“. Dichiarazione che non ha mancato di suscitare un acceso dibattito e molti interventi, come quello degli esponenti della Cupola attualmente rinchiusi in regime di 41-bis, che per bocca di Bernardo Provenzano fanno sapere: “E allora! Vi sembra questo il modo di trattare dei super-eroi?“.
Non manca infine lo spazio per manifestare la propria solidarietà a Roberto Saviano: “Lo capisco, e gli voglio bene come se fosse normale“.
Tags: dell'utri, klaus davi, klauscondicio
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